Sconti! BSB 24 – Guida all’uso Clinico dei Biomarcatori in Oncologia Visualizza ingrandito

BSB 24 – Guida all’uso Clinico dei Biomarcatori in Oncologia

978-88-86154-55-0

Nuovo prodotto

Autore: Massimo Gion, Chiara Trevisiol, Silvia Pregno, Aline S.C. Fabricio

Editore: Biomedia

Area: Medicina di Laboratorio

Anno: 2010

Maggiori dettagli

30 Articoli

20,00 €

-15,00 €

35,00 €

Dettagli

MARCATORI 2010

Negli ultimi 50 anni la mortalità per cancro è complessivamente diminuita del 7-10%. Tali progressi sono legati principalmente alla diagnosi precoce ottenuta mediante campagne di screening ed all’efficacia delle terapie “precauzionali” eseguite assieme all’ablazione radicale del tumore.

Tuttavia, per avere un termine di paragone, è necessario tenere presente che nello stesso intervallo temporale la mortalità per le malattie cardiovascolari si è ridotta di ben il 60-70%. Pur vedendo in modo positivo i progressi fatti in oncologia, l’impatto sulla diagnosi precoce e sulla cura è quindi ancora limitato.

Nei due decenni più recenti, grazie anche ad uno straordinario sviluppo delle biotecnologie e della bioinformatica, la progressiva disponibilità di informazioni sulla biologia della cellula tumorale ha portato ad un incremento precedentemente inimmaginabile delle nostre conoscenze sui tumori. Parallelamente si sono così sviluppate nuove linee di farmaci, mirati a bersagli biologici, e si sono aperte nuove frontiere diagnostiche, sia nell’imaging che nella diagnostica in vitro, ed in particolare nel campo dei biomarcatori. Infatti, l’attuale sviluppo delle conoscenze ed il livello di innovazione tecnologica fanno prevedere la possibilità di utilizzare i marcatori (1) per identificare i meccanismi della cellula tumorale che possono diventare bersaglio di farmaci mirati a specifiche molecole, offrendo le premesse biochimiche per una terapia individualizzata; (2) per classificare i profili genetici o fenotipici del singolo paziente in modo da predire la capacità individuale di rispondere ai farmaci o il rischio individuale di sviluppare fenomeni tossici; (3) e per distinguere profili di rischio individuali in base a condizioni genetiche o situazioni contingenti (ad esempio, stati infiammatori cronici, infezioni virali, stati metabolici anomali, …), aprendo così la strada alla prevenzione primaria.

Tuttavia, in questo scenario molto promettente, ma di crescente complessità, è necessario distinguere in modo esplicito e non equivoco la ricerca dall’ambito clinico applicativo, rimarcando che il compito di identificare e collaudare i nuovi marcatori deve rimanere confinato a progetti di ricerca di base e di trasferimento, mentre l’impiego per finalità diagnostiche o terapeutiche deve essere ristretto ai presidi diagnostici già consolidati per i quali esistano evidenze sufficienti a garantire un utilizzo appropriato.

Tenendo presente questo principio, la parte introduttiva della Guida 2010 così come il capitolo contenente le tavole delle raccomandazioni fanno riferimento ai marcatori per i quali esistono evidenze consolidate.